L’innovazione è un bene comune.

E’ questa la constatazione alla base della nascita di un Istituto per le politiche dell’Innovazione.

Tutti abbiamo il diritto e dovere di ambire a vivere in – ed ad un tempo di contribuire a formare – un contesto politico, sociale ed economico nell’ambito del quale l’innovazione sia protagonista positiva e non solo un fattore determinate del più ampio fenomeno consumistico.

L’innovazione è un processo culturale prima che tecnologico e, quindi, prima di innovare occorre individuare, tracciare e delineare le linee e le politiche dell’innovazione.

Solo per fare alcuni esempi: l’alfabetizzazione informatica della popolazione avrebbe dovuto essere prioritaria rispetto alla diffusione dei dispositivi di firma digitale ed al complesso sistema normativo che ne disciplina il funzionamento così come la diffusione di una solida cultura della proprietà intellettuale nell’Era digitale avrebbe dovuto precedere l’introduzione nell’Ordinamento di sanzioni contro la pirateria audiovisiva on-line.

L’Italia è un Paese nel quale, sin qui, troppo spesso, l’innovazione è stata considerata parte integrante – a volte regina e a volte cenerentola – di spot elettorali, oggetto di provvedimenti promozionali o piuttosto approvati in una logica di emergenza.

Se si vuole cogliere le enormi opportunità che l’innovazione offre al Sistema Paese non solo in una prospettiva di sviluppo economico ma anche in una prospettiva di crescita culturale e di incremento della partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica del Paese occorre iniziare a tracciare le linee di una politica dell’innovazione seria, matura e condivisa.

L’istituto per le politiche dell’innovazione costituisce un progetto collaborativo, nato sul web tra professionisti, informatici, economisti che hanno a cuore le sorti dell’innovazione e che credono che l’innovazione rappresenti un irrinunciabile opportunità per il Paese.

L’Istituto si propone di studiare le tematiche dell’innovazione da ogni possibile angolo di visuale – giuridico, informatico, economico e sociologico -, raccogliere stimoli dal mondo universitario come da quello imprenditoriale, fornire occasioni di confronto, dialogo e collaborazione tra aziende, istituzioni e società civile e, quindi, formulare al Governo ed al Parlamento proposte, idee e suggerimenti per la gestione di una politica dell’innovazione che consenta al Paese di cogliere le opportunità che le nuov e tecnologie offrono.

L’Istituto è apartitico e indipendente.

Ogni eventuale finanziamento da parte di istituzioni pubbliche o enti privati non varrà in alcun modo a condizionarne il pensiero, la filosofia o gli obiettivi e verrà gestito in totale trasparenza, utilizzando proprio i nuovi strumenti informatici e telematici.

L’Istituto nell’ambito della propria attività svolge studi e ricerche, organizza convegni e tavole rotonde off-line e on-line, promuove referendum attraverso i nuovi strumenti di democrazia elettronica, avvia sperimentazioni innovative, sostiene forme di imprenditoria giovanile che abbiano per oggetto le nuove tecnologie nonché lo sviluppo della creatività sul web.

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